Come traduttrice ho lavorato alla realizzazione di alcune raccolte antologiche, sempre dedicate allo sguardo degli stranieri sulla nostra bella Italia. In particolare ho tradotto testi di autori francesi relativi ad un periodo che spazia dal Cinquecento fino al Novecento, raccolti poi in Ancona, collana “Le Città Ritrovate”, edita da Banca Etruria; Il Fragore delle acque. La cascata delle Marmore e la valle di Terni nell’immaginario occidentale, Motta Editore (2002); Su questo lago sublime, Motta Editore (2002); San Marino. I viaggiatori stranieri raccontano, Minerva edizioni (2002).

 

Ho tradotto poi l’opera di Octave Mirbeau La 628-E8. Viaggio in automobile attraverso il Belgio e l’Olanda (1907), edita da Edimond nel 2004. Non è la versione integrale, ma il suo testo è uno dei primi esempi di narrazione del viaggio in automobile. Cambiano i mezzi di trasporto e cambia la percezione: tutto si fa rapido, il paesaggio quasi si deforma a causa della velocità. Un vero inno al futurismo ed a tutti quegli elementi che caratterizzarono il movimento ed i suoi Manifesti. Termini legati all’automobilismo, la meccanica, nuovi personaggi quali lo chaffeur, gli incidenti della strada e …gli uomini che non comprendono il progresso e l’innovazione, tutti elementi che troviamo tra le pagine di Octave Mirbeau, in cui l’automobile diviene l’eroina del romanzo. A questo proposito ho scritto alcuni testi, tra cui Une Nouvelle Perception du Monde: L’automobile, héroïne du roman dans l’exemple de Mirbeau, Pirandello et Bontempelli.
L’opera è illustrata da Pierre Bonnard.

 


Un altro testo di cui mi sono occupata è Siena di André Pératé, una guida letteraria dedicata alla città di Siena, edita nel 2007 da Pacini nella collana “Siena fuori di Siena”. La prima edizione francese è del 1914. Pératé fu in Italia più volte e sempre in compagnia dell’amico artista Paul-Adrien Bouroux che ne illustra sia quest’opera che quella dedicata ad Assisi, con splendide acqueforti riprodotte in parte anche nel volume italiano.
La percezione di Pératé è inedita, personale e profonda al punto da svelare l’anima della città: attraverso le sue parole sembra di sentire il ritmo dei suoi passi lungo vie e piazze, passi che si fondono col battito del cuore di Siena. Nel 2013 sono stata invitata a tenere una conferenza su Paul-Adrien Bouroux: ses voyages, ses paysages et ses livres illustrés nella città di Corteuil, dove l’artista aveva acquistato una casa in cui rifugiarsi nella bella stagione, e lasciarsi ispirare lontano dal caos parigino. L’emozione che ho provato nel visitare la sua abitazione, nel ritrovare i paesaggi e gli edifici ritratti nei suoi disegni, e soprattutto nello sfogliare i carnets de croquis sui quali, in viaggio, tracciava schizzi di scenari e personaggi, è descritta in questo articolo: Tra guide di viaggio e carnets de croquis, di cui vi riporto giusto l’incipit

 

Ho ancora le dita sporche di carboncino nero e, tutto intorno a me, l’odore che solo i libri antichi sanno evocare. Qualche briciola di carta che il tempo ha deteriorato è caduta sui miei pantaloni. È carta prodotta a Parigi da M.R. Charbo… “specialité pour les artistes”.

Con il Comune di Cortona ho realizzato invece un mio progetto di piccole guide tascabili e bilingue: Sognando Cortona, distribuite poi a strutture ricettive della zona e presso l’Ufficio Turistico InfoCortona.
Si tratta di una selezione di brani estratti dai resoconti di viaggio di autori provenienti da diverse nazionalità, pensate proprio per offrire al turista di oggi una guida del passato, scoprendo Cortona attraverso la voce magari proprio di un connazionale. Ho scelto questi testi perché raccontano la città, la sua vita ed i suoi tesori artistici e storici sotto diversi punti di vista, Questi i titoli e gli autori:

  • Henry James, A Cortona nel giorno di Santa Margherita;
  • Lady Morgan, La visione di una città: Cortona;
  • René Schneider, Giorno di Mercato a Cortona;
  • Wilhelm Dorow, Un archeologo tedesco a Cortona.

Recentemente mi sono dedicata ad un testo veramente sfizioso, soprattutto per il mondo femminile, ma anche per tutti quei lettori e viaggiatori curiosi di conoscere come si organizzava un viaggio più di un secolo fa! Si tratta della traduzione di un estratto da European Travel for Women. Notes and suggestions dell’americana Mary Cadwalader Jones. Il testo fu pubblicato nel 1900 con l’idea di raggiungere il pubblico femminile e scrivere finalmente consigli sull’organizzazione del viaggio per sole donne. Infatti, con l’affacciarsi sul nuovo secolo, si assisteva ai primi tentativi di emancipazione femminile, dunque perché le donne non potevano viaggiare senza la compagnia di un uomo?

Anno dopo anno un numero crescente di donne si muove verso l’Europa, spesso in gruppo e senza uomini: non c’è ragione per cui non dovrebbero farlo, poiché il piacere e il profitto che si ottengono sono di gran lunga maggiori dei problemi che si possono incontrare.

Così l’autrice introduce la sua opera, nella quale raccomanda prima di tutto di lasciarsi i pregiudizi nazionali alle spalle e muoversi con occhi ben aperti per far sì che, al nostro ritorno a casa, il viaggio ci lasci qualcosa. Tra consigli sull’abbigliamento, gli accessori, i set da scrittura, le borse da toilette, allaccia-bottoni, scalda acqua, bauli e steamer-bag Mary Cadwalader Jones ci conduce in un mondo distante ed al tempo stesso affascinante. Il testo è stato pubblicato (ed appena presentato al Salone del Libro di Torino 2017) da Jo March all’interno del Quaderno di Viaggio, seguito da pagine in cui poter annotare le proprie esperienze.