We will remember them!

Ultima chiamata per il volo British Airways BA0541 per Heathrow!
Esattamente un anno fa io e la mia valigia rossa rispondevamo “presenti” alla chiamata delle hostess della British Airways. Ero riuscita ad infilare tutto nel bagaglio a mano, visti i numerosi spostamenti che avrei dovuto fare tra Scozia ed Inghilterra in meno di una settimana. La maggior parte del peso era dovuta ai libri ed al materiale per le conferenze: viaggiavo con personale del Parco Letterario Le Terre di Dante, organizzatori del tour “Dante in Europe 2016… towards 2021”. Con me, Anna e Valentina, per presentare al mondo anglosassone alcune delle eccellenze dei luoghi danteschi: il Ravenna Festival ed il territorio del Mugello. Io presentavo il mio libro L’Italia con gli occhi di Dante. Guida del viaggiatore, che ben si accosta come guida attraverso le Terre di Dante.

 

Il suono di ogni passo fatto sul suolo scozzese ed inglese ha riecheggiato dentro di me in un susseguirsi di emozioni. Ho applicato ed acutizzato tutti i miei sensi per far sì che ogni minimo dettaglio, ogni luogo, tradizione, parola, evento potessero restare con me per sempre. E così sembra essere stato, se ad un anno di distanza ripenso ad una celebrazione molto sentita in Inghilterra il Remembrance Day, conosciuto anche come Armistice Day o Poppy Day.

L’11 novembre del 1918, alle 11 del mattino, fu firmato l’armistizio che sanciva il termine della più sanguinosa delle guerre: la Prima Guerra Mondiale. Da allora, ogni anno viene celebrato questo evento. Nel 1939 il governo britannico stabilì che le manifestazioni commemorative si svolgessero la prima domenica più vicina all’11 novembre. Così lo scorso anno è stato celebrato il 13 novembre. Da giorni incontravo persone con un fiore di papavero all’occhiello della giacca, simbolo, con il suo colore di tutto il sangue versato. Ma era anche il fiore nato sui campi di battaglia, alla fine della guerra, e tra le croci dei caduti. La tradizione di indossare un papavero nasce nel 1921, anno di fondazione della Royal British Legion. Da allora, volontari distribuiscono ogni anno dei papaveri in carta (inizialmente erano di seta) in cambio di un’offerta per le vittime della guerra, i veterani ed i figli delle vittime. Ad ispirare l’idea fu la poesia In Flanders Fields del tenente colonnello canadese John McCrae.
Immancabilmente Gianluca e sua moglie ne portavano uno con orgoglio, mentre, con i loro adorabili cagnolini, ci accompagnavano al parco di Loughborough. Di lì a poco sarebbe iniziata la cerimonia di deposizione delle corone, intanto colonne di bambini in divisa militare marciavano al suono dei tamburi che aprivano il corteo, fieri ed orgogliosi. Li seguimmo. Al parco il discorso delle autorità fu seguito alle 11 in punto dal minuto di silenzio, mentre dalla torre venivano lanciati migliaia di poppies.
Il loro colore rosso spiccava su un cielo tinto di azzurro, scaldato dal tepore di un sole convincente mentre, ricadendo, andavano a spargersi sul verde manto erboso del parco picchiettandolo di una pioggia rossa. Ho raccolto qualche papavero e lasciato la mia offerta.

La preghiera era recitata in un’unica voce. L’emozione era forte.  “They gave their today for your tomorrow”. Centinaia e centinaia di persone, adulti, bambini, anziani, reduci di guerra, militari, il cui pensiero era unito in un unico battito ed in un unico grido di rispetto al quale si è aggiunta la mia voce: “We will remember them”.
Quella giornata così deliziosa, così pacifica, quella fila ordinata di persone che lasciavano il parco erano così nettamente in contrasto con i rumori, il terrore, la ferocia della guerra. Un’immagine che scalda il cuore e che sono felice di aver vissuto in prima persona: i luoghi vanno vissuti per poterne percepire l’anima e, in questo caso, il reale sentimento che riunisce intorno ad una unica e comune memoria.

In Flanders fields the poppies blow / Between the crosses, row on row

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